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La gestione degli odori

L’effetto odorigeno sarà proporzionale ai seguenti fattori: 

  • per l’aumentare della fermentescibilità del materiale in entrata (più alta per scarti alimentari e fanghi che per scarti da verde pubblico);
  • per la quantità di materiale trattato;
  • per l’aumentare delle movimentazioni giornaliere (spostamenti e rivoltamenti di cumuli all’aperto);
  • all’aumentare delle piogge insistenti su cumuli all’aperto;
  • al diminuire della distanza delle abitazioni più vicine;
  • per l’assenza di aree chiuse e con filtrazione d’aria (trattamenti all’aperto);
  • per l’assenza di biofiltri, o non adeguatamente dimensionati o non funzionanti;
  • per la presenza di stoccaggi all’aperto e ristagno di acque di percolazione non trattate (COD fino a 10.000 mg/l) o mal gestite (es. fosse di scarico senza depurazione).

Con l’intento di ridurre la dispersione di molecole odorigene pericolose e/o fastidiose devono essere attuate le seguenti misure preventive:

  1. Predisporre locali chiusi per lo svolgimento di alcune operazioni come: lo stoccaggio di materiale altamente fermentescibile come i fanghi di depurazione; la fermentazione; lo stoccaggio di materiale in uscita;
  2. Attrezzare i locali chiusi per lo stoccaggio di materiale fermentescibile come i fanghi di depurazione e per la fermentazione di sistema di areazione forzata in depressione; Il bilancio complessivo tra arie immesse ed estratte dalle sezioni di compostaggio attivo dovrà essere comunque negativo. Le arie esauste possono essere in parte ricircolate per l’areazione forzata della fase di fermentazione aerobica. L’aria non ricircolata deve essere trattata con appositi sistemi di abbattimento come i biofiltri ed il lavaggio ad acqua.

Le operazioni con elevato potenziale di formazione di particolato, soprattutto quelle a carico del compost finito, devono essere condotte in strutture chiuse.

In merito alla determinazione analitica degli odori, si farà riferimento all’uso dell’olfattometria dinamica per la quantificazione delle sorgenti definite, puntuali (condotte e camini) o areali (biofiltro, cumuli ecc.), secondo i criteri indicati dalla norma EN 13725.

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